Sarà per via del momento storico che stiamo vivendo, ma la mia è una generazione di giovani che cercano il proprio futuro lontano da casa.
Qui non si parla più solo di ERASMUS, ma di vere e proprie migrazioni di massa che cominciano quando si è matricole con la scelta del percorso universitario perfetto - in funzione del raggiungimento del proprio scopo: il lavoro dei sogni - per finire con il trasferirsi in pianta stabile in un altro Paese, trovare il tanto agognato lavoro, conoscere l'altra metà e costruire una propria famiglia a 50, 100, 1000 Km da casa, da tutti gli affetti, dalla vita e dalle abitudini di un tempo che fu.
Ho sempre ammirato chi riesce a fare queste scelte, per me anche solo l'Erasmus è sempre stata una calamita a due poli uno che mi attirava e uno che mi faceva cacare sotto - difatti non ho mai preso realmente in considerazione l'allontanarmi da qui, dalla mia città - Ancona - dai miei amici, dai miei affetti in generale - dalla mia famiglia.
Sono da sempre circondata da persone che si sono trapiantate in Ancona da sole, e da soli, lontani dalla propria famiglia e da quei luoghi in cui si è vissuta la propria infanzia..
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16.11.14
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